venerdì 25 gennaio 2008

Carlo Talamo


Il motivo per cui ho deciso questo tipo di impostazione del blog cioè fondo nero con testo bianco, è molto semplice. Mi sono ispirato alle pubblicità che dagli anni '80 in poi sono comparse sulla rivista Motociclismo ad opera di un tale molto particolare. Pubblicità di un marchio che, grazie a questo personaggio che scriveva le sue sensazioni e le sue opinioni senza giri di parole (molto spesso sotto forma di poesie), ha racchiuso per certi versi l'essenza dell'andare in moto.
Il personaggio era Carlo Talamo e le moto erano le Harley-Davidson.

Questo marchio, prima che Carlo si dedicasse anima e corpo alla sua diffusione era sinonimo di inaffidabilità e pregiudizi. Per curiosità andate a vedere quante moto vende oggi l'Harley in Italia.
Queste pubblicità erano molto singolari e per certi versi, a mio avviso, racchiudevano l'essenza dell'essere biker.
Tutte queste poesie vennero raccolte in un libro intitolato "Mi piacciono le pecore e molto le galline". Ho cercato, invano, di recuperare questo libro ma la mia ricerca non ha avuto successo. Sia in rete che per vie traverse però sono riuscito ad avere buona parte del materiale che voglio condividere con voi. Non voglio ringraziamenti ma solo la promessa che vengano lette anche se appaiono lunghe. Ne pubblicherò una alla settimana.
Per quanto riguarda la biografia, altre poesie e le special costruite da Talamo, vi invito ad andare sul sito di Fedro, grande appassionato, come me del resto, del marchio inglese a cui ha dedicato un sito spettacolare e soprattutto interessantissimo e con del materiale di prim'ordine. Credo che nessuna casa, ora come ora, possa vantare un sito cosi dettagliato come quello di questo ragazzo, non solo dal punto di vista della storia ma anche dell'evoluzione tecnica dei modelli.
Ah dimenticavo, con questo post inauguro la sezione link.

Francè


C'è una strada.
Questa strada sta da qualche parte. C'era luce fino a poco fa.
Ma ora è notte. Piove.
Sulla strada nessuno.
Forse, per molto tempo ancora, non passerà nessuno.
Accanto alla strada stà una motocicletta.Immobile.
La vernice è opaca di chilometri. Lucida di pioggia.
La scena è vuota.
Oppure sembra.
Perchè a ben vedere c'è un uomo. Quest'uomo sta seduto sotto un albero
poco più in là. E' tranquillo.
Quietamente beve qualcosa da un recipiente.
Potrebbe essere caffè. Potrebbe essere birra.
Forse è soltanto un gesto. L'uomo guarda la motocicletta.
Con gli occhi accarezza le ruote consumate, il motore, la parte scura
dei grandi tubi di scarico. La pioggia poggiandosi sul metallo caldo
frigge dolcemente in silenzio.
L'uomo si muove. Ma impercettibilmente.
Forse, se potesse, toccherebbe quella vecchia motocicletta stanca.
Ma tra la sua mano e lui c'è il bosco.
E la quiete infinita di una notte d'inverno.
Nella vita dell'uomo e della motocicletta ci sono state giornate di sole.
Molti chilometri e odori forti d'olio e velocità.
E c'è stato un tempo colorato, quando le ragazze si fermavano a guardare.
A parlare.
Gli occhi dell'uomo, adesso, sono chiusi.
Delle ore, o magari molti anni, sono passati.
Adesso è notte. Fa più freddo.
La strada è vuota.
In lontananza, assorbito dal bosco ma scandito nel freddo,
si fa più lieve il suono di un rumore.
Da qualche parte stà una città.
E l'allegria.

Carlo Talamo


Foto: fedrotriple.it

3 commenti:

Juannò ha detto...

Una sola parola:emozionante.

Mauro ha detto...

Grazie.

Era tempo che cercavo queste poesie che mi hanno fatto emozionare negli anni.

Una in particolare l'ho sempre ricordata, portata con me : "C'è una linea precisa" .
Adesso ho la possibilità di riemozionarmi con le altre.

Sono commosso.

Grazie.

Mauro "bocadillo"

Francè ha detto...

Benvenuto al Cafè Mauro!

Grazie a te per aver lasciato un post.

Lamps e torna quando vuoi

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